Analisi dati elettorali Municipio 7 e non solo

Analisi dati elettorali Municipio 7 e non solo

In queste settimane ho guardato e analizzato i dati elettorali delle ultime elezioni amministrative di Milano con particolare attenzione al Municipio 7, effettuando anche qualche confronto con le votazioni del 2011.
Voglio quindi condividere alcune riflessioni e le elaborazioni scaturite dal mio lavoro che potrebbe essere ulteriormente ampliato e integrato.

Ho organizzato il tutto in 5 punti partendo da aspetti generali e scendendo nel particolare dei singoli quartieri, con un richiamo finale al turno di ballottaggio. Ho cercato di dare un’interpretazione ai diversi aspetti in campo che fosse supportata dai numeri, riassumendola anche nei sottotitoli di ognuna delle 5 parti:

1- Introduzione
2- Cinque anni fa
3- Elezioni del 5 Giugno 2016
4- Quartiere per quartiere
5- Ballottaggio del 19 Giugno 2016

I dati utilizzati per le rielaborazioni sono quelli disponibili sul sito del Comune di Milano e del Ministero dell’Interno.


    1INTRODUZIONE
Astensionismo, regola del 40% e composizione della coalizione:
aspetti sui cui riflettere e fare maggiore attenzione per il futuro.

E’ impossibile non cominciare citando il tema dell’astensionismo, alto a livello nazionale (il 5 Giugno meno del 60% gli elettori alle urne) e ancora più alto a Milano.
Qui infatti al primo turno si è arrivati al 54,6%, mentre al secondo (19 Giugno) è sceso al di sotto del 52%. 5 anni fa era stato il 65% (sia al primo che al secondo turno praticamente): nella sola zona 7 rispetto a 5 anni fa hanno votato quasi 13000 persone in meno (circa 83mila nel 2011 e 70mila questa volta).
Teniamo presente che solo nel 2015 a livello nazionale per le amministrative aveva votato il 64% degli aventi diritto, mentre le elezioni in lombarde del 2013 il dato era oltre il 75%.
Oltre al tema generale della disaffezione alla politica, quest’anno ha sicuramente influito il fatto che si votata soltanto di Domenica e che questa cadeva proprio in un ponte importante (quello che iniziava Giovedì 2 Giugno). Ma aldilà di questo aspetto è importante interrogarsi sui motivi di questa grande astensione, che, in questa caso, ha penalizzato maggiormente la nostra coalizione di centrosinistra.
Non siamo stati capaci in questi anni di raccontare adeguatamente quanto di positivo si stava facendo? Anche qui a Milano abbiamo risentito di tensioni che riguardano la politica a livello nazionale? Abbiamo deluso elettori che ci avevano scelto 5 anni fa con la speranza di cambiare Milano dopo tanti anni di centrodestra? In questi anni non siamo forse stati in grado di intervenire efficacemente su tutte le situazioni su cui si sarebbe dovuto farlo?
Io credo che sia un po’ l’insieme di questi fattori. E credo che come centrosinistra si possa e si debba fare molto perché quel 45% di elettori astenuti torni alle urne, nonostante oggi sottolinei una mancanza di fiducia nella politica, in parte degli attuali interlocutori e nelle modalità di relazione e partecipazione dei cittadini al bene comune.

In secondo luogo ritengo che sicuramente sui risultati nei municipi e quindi anche nel 7, ha influito molto la regola del 40% come soglia per evitare il ballottaggio.
Forse ancora oggi non tutti gli elettori sanno che nei Municipi, se nessuno schieramento avesse raggiunto il 40% si sarebbe tornati al voto 15 giorni dopo come per il Comune e si sarebbero fronteggiati solo i 2 candidati Presidente più votati al primo turno. Nel caso invece uno o due schieramenti avessero superato il 40% al primo turno, avrebbe vinto subito quello con anche solo un voto in più dell’altro, senza andare al ballottaggio.
La differenza con l’elezione del Sindaco sta nel fatto che la soglia per andare al ballottaggio, nel quale ad esempio il nostro candidato sindaco Beppe Sala ha vinto, era che nessuno schieramento raggiungesse il 50% al primo turno.
Si deve quindi riflettere sul fatto che questa regola, voluta dal centrodestra, forse è stata sottovalutata, non sufficientemente analizzata e che bisognerà pensare di metterci mano per le prossime elezioni. E lo dico non perché qui nel Municipio 7 si sia perso, ma perché anche se le elezioni avessero dato un esito differente ci saremmo trovati comunque nella situazione in cui ci troviamo ora nella quale un Sindaco amministrerà una Città in cui molti Municipi sono governati da una maggioranza diversa dalla sua. Per il bene di un decentramento davvero funzionante io mi auguro che la dialettica che inevitabilmente nascerà tra le parti porti comunque a risultati positivi sia per costituzione dei nascituri Municipi che per il territorio, anche se temo che questo sarà molto difficile.
Vista l’importanza della partita per Milano, i municipi e le loro campagne elettorali sono stati un po’ lasciati a se stessi; a mio avviso un errore in quanto si trattava di nuove importanti istituzioni per la città e invece sono stati poco considerati in generale dai media e dalla comunicazione istituzionale: per molti, ricevere al seggio una seconda scheda con modalità di voto diverse da 5 anni fa, è stata una sorpresa.

Infine a questa regola del 40% si lega sicuramente il tema della composizione della nostra coalizione a livello municipale che come a livello cittadino vedeva raggruppati insieme: Partito Democratico, Lista Civica Beppe Sala Sindaco, Sinistra x Milano e Italia dei Valori.
Alla luce di come si è concluso il ballottaggio (vedi punto 5) e prendendo meno sotto gamba la regola del 40%, forse per i Municipi si sarebbe potuto cercare maggiormente di trovare un’unità anche con altre liste, non ricalcando la stessa coalizione con la quale ci siamo presentati per Milano.
Su questo purtroppo non hanno aiutato anche il poco tempo a disposizione (e il molto dedicato invece alla definizione dei candidati Presidenti di Municipio) e il fatto che raccogliendo le firme per la presentazione di una lista al Comune di Milano, si potesse automaticamente presentare la stessa lista anche in tutti e 9 i Municipi. Una lezione da tenere a mente per non ripetersi nelle prossime competizioni.


2- CINQUE ANNI FA2
Dai dati elettorali del 2011 sapevamo come quest’anno per il Municipio 7 si giocasse una partita difficile.

Per iniziare la mia analisi ho recuperato i dati relativi alle elezioni 5 anni fa e di seguito è possibile vedere la tabella riassuntiva relativa ad ogni Zona.

Segnalo subito però che bisogna tenere in considerazione il fatto che nel 2011 le elezioni si svolgevano in maniera differente rispetto a quelle di quest’anno. Infatti 5 anni fa per i Consigli di Zona si sceglieva una lista e si esprimeva la preferenza per un candidato consigliere, mentre il Presidente era eletto poi tra i Consiglieri che sarebbero risultati eletti.
Quest’anno invece, oltre al fatto che si poteva votare per 2 candidati consiglieri, si andava a scegliere direttamente anche il proprio candidato Presidente, esattamente come avviene per l’elezione del Sindaco.

Venendo ai dati.
Come si può vedere in tabella nel 2011 il centrosinistra ha vinto al Consiglio di Zona 7 con uno scarto di 2700 voti, pari al 3,2%: siamo stati la zona con lo scarto minore dopo la 1 e 2, dove il gap era ancora più piccolo. Nelle altre circoscrizioni i punti di scarto di 5 anni fa stavano tra gli 8 e i 10 punti percentuali.

Già partendo da questa considerazione e dal fatto di essere un’amministrazione uscente, sapevamo quindi che non sarebbe stata una partita semplice quella per il Municipio 7.
A questo aggiungo inoltre che nella nostra Zona, a mio avviso, è mancata anche la figura di un Presidente uscente adeguatamente presente, sia durante questi 5 anni, sia durante la campagna elettorale.
Infine ritengo che in questi 5 anni come maggioranza in Consiglio di Zona 7 avremmo potuto e forse dovuto essere un po’ più critici e autonomi rispetto ad alcune scelte della Giunta Comunale relative a tematiche inerenti al nostro territorio.

1-Risultati elettorali zone milano 2011-Boati 2

Per chi fosse maggiormente interessato cliccando qui è possibile visionare il dettaglio dei voti alle coalizioni e alle singole liste che si presentarono per il Consiglio di Zona 7.


33- ELEZIONI DEL 5 GIUGNO 2016
Rispetto ai voti per il Comune, nel Municipio 7 è minore il peso della coalizione di centrosinistra, mentre sono più forti Lega Nord, Milano Popolare e Alternativa Municipale.

Riguardo a queste elezioni ho realizzato questa tabella di confronto tra i voti espressi:
– per il Comune di Milano;
– per il Comune di Milano nel solo Municipio 7;
– per i 9 Municipi.

Subito sotto il dato sugli elettori e i votanti, è possibile vedere la differenza (in valore assoluto e in %) tra centrosinistra e centrodestra, mentre proseguendo sono riportati i dati per ogni coalizione e ogni lista fino alle schede bianche e nulle.

2ok-Confronto voti Comune e Municipi-7-2016

In particolare ho evidenziato alcuni dati che io ritengo particolarmente interessanti per il Municipio 7:

  • In ARANCIONE il confronto tra i voti espressi in favore del CSX e del CDX per il Comune di Milano e quelli espressi nel solo Municipio 7 sempre per il Comune di Milano.
    Tra gli elettori della Zona 7 il centrosinistra nel complesso è andato peggio rispetto ad altre zone di Milano. In particolare, mentre in Città si è assestato intorno al 41.7% qui è rimasto sotto il 40,5% (peggio solo la Zona 9, 38,9% e la Zona 2, 38,5%). In compenso il centrodestra, mentre a Milano è arrivato alla media di 40,78%, qui ha superato il 41,8% (siamo il Municipio in cui loro sono andati meglio, dopo il secondo municipio nel quale ha toccato addirittura il 43,1%).
  • In VERDE i numeri che riguardano il nostro schieramento:
    > Come candidato Presidente io da solo ho raccolto più di 1400 voti, contribuendo quindi con il 2% in più al totale dei consensi raccolti dalle quattro liste della coalizione.
    La media dei voti al solo candidato Presidente nelle altre zone (sia di cdx, sia di csx) è intorno all’1,3%.
    Al di fuori di questa media insieme a me anche Fabio Arrigoni del Municipio 1 che ha raggiunto il 2,3% con 965 voti espressi solo per lui come candidato Presidente.
    > Nel Municipio 7 il Partito Democratico è andato un pochino peggio della media cittadina del 28,9%. Qui arriviamo al 28,5.  Da notare però che tra i voti espressi per il PD in Comune nel solo Municipio 7, il PD in zona ne prende circa 400 in più.
    Secondo me questo è dovuto alla buona scelta dei candidati consiglieri municipali e alla loro attività durante questa campagna. Di 24 candidati in lista infatti, più della metà hanno raccolto oltre 200 preferenze, anche se molti purtroppo non diventeranno consiglieri.
    > I voti di Sinistra x Milano per il Municipio 7 raggiungono solo il 3,17%. Siamo la Zona in cui questa lista ha raccolto il minor numero di voti. La media per il Comune di Milano è stata il 3,8% e per i singoli Municipi è stata il 4,8%.
  • In AZZURRO ho evidenziato invece aspetti riguardanti la coalizione di centrodestra:
    > La Lega Nord al Municipio 7 guadagna 1 punto % in più rispetto ai voti che raccoglie a livello comunale, probabilmente per la presenza dei quartieri (vedi San Siro) a forte presenza di stranieri dove la Lega Nord normalmente raccoglie un maggior numero di voti.
    > Milano Popolare nel Municipio 7 va oltre il 4,3%, mentre a livello comunale è arrivata soltanto al 3,1%. Qui in Zona penso abbia influito il fatto che Maurizio Lupi, leader di quella lista, ha iniziato proprio dal Consiglio di Zona 7 la sua carriera e ancora oggi qui a Baggio ha la sua abitazione. Per quanto riguarda il quartiere di Baggio si segnala anche la presenza di Tatarella, nato e cresciuto a Baggio, oggi recordman di preferenze per Forza Italia dopo la Gelmini).
    > Infine ho segnalato la presenza nella nostra Municipalità della lista dei Pensionati (presente solo in poche zone) che qui raccoglie però 300 voti.
  • In GIALLO il fattore Alternativa Municipale che in questa Zona ha la sua particolare importanza. Mentre infatti nelle altre Zone la media di questa lista è stata lo 0,4% qui è arrivata all’1,1% con 742 voti.
    Ritengo che questo sia dovuto al fatto che il loro candidato presidente qui in Zona 7 fosse Andrea Giorcelli, ex consigliere dei Verdi della nostra maggioranza che due anni fa era stato da noi sfiduciato come Presidente di commissione per aver manomesso un verbale di una commissione.
    Da segnalare però che 5 anni fa lui da solo raccolse oltre 400 preferenze personali, risultando il consigliere più votato dopo di me che ne raccolsi 753.
    Quelli di Alternativa Municipale sono praticamente molti voti che nel 2011 portarono acqua al nostro mulino e che oggi non abbiamo potuto raccogliere.

Si può osservare inoltre che tra i voti espressi nel Municipio 7 vi è una differenza di circa 1000 voti tra quelli del centrosinistra a livello cittadino e quelli per la Municipalità. Come si può evincere cliccando qui per aprire una tabella riepilogativa, questo differenza di voti tra Comune e Municipi è riscontrabile in tutte le Zone e, salvo rare eccezioni, colpisce entrambi i principali schieramenti (cdx e csx) anche se va fatto presente che incide maggiormente nei confronti del centrosinistra.
Diverso il caso in Zona 8 dove il centrosinistra raccoglie quasi 800 voti in più rispetto a quelli per il Comune: da segnalare però che il numero 8 è anche l’unico Municipio in cui la coalizione di centrosinistra ha visto la partecipazione dei Radicali che hanno raccolto come lista municipale 1197 voti, che hanno contribuito alla vittoria del centrosinistra (anche se numericamente avrebbe vinto comunque anche senza i Radicali). Da notare inoltre che nei Municipi 4, 5 e 9 i voti espressi in favore del centrosinistra per la circoscrizione non sono sufficienti a vincere, mentre negli stessi territori gli elettori che hanno scelto la coalizione di Beppe Sala per il Comune risultano maggiori di quelli espressi per il centrodestra.

Per quanto riguarda il nostro schieramento, alla luce di questi dati, voglio però anche aggiungere il fatto che a Milano è mancato in campagna elettorale quel movimento di massa (in molti casi spontaneo) che 5 anni fa si era impegnato per la vittoria. E nei Municipi questo si è sentito molto di più. Ognuno ha fatto la sua parte sì, ma senza quella spinta collettiva propositiva data dal “l’unione fa la forza”, emersa meglio nei 15 giorni prima del ballottaggio.
Oltre al condurre la mia campagna come candidato presidente, grazie anche all’aiuto di altri, ho cercato, ma forse non abbastanza, di tenere insieme le quattro liste della coalizione. Il fine era quello di creare appunto un po’ di quel gioco di squadra per far sentire di più la nostra presenza sul territorio e per narrare meglio quanto in questi anni è stato fatto e quanto avremmo avuto intenzione di fare per il futuro. Magari ciò non ci avrebbe portato a vincere, ma probabilmente sarebbe andata un po’ meglio.
Certo è che il poco tempo a disposizione e gli interlocutori politici e i candidati consiglieri non sempre presenti e disponibili allo stesso modo, hanno reso più difficile questo compito.


4-QUARTIERE PER QUARTIERE4
Il centrosinistra vince in centro, dove il centrodestra perde molti voti,
mentre perde moltissimi elettori nei quartieri più periferici.

Cliccando qui trovate invece la tabella nella quale ho raggruppato i risultati elettorali per quartieri e singole scuole di voto.
In particolare ho riportato i dati relativi a:
– Aventi diritto al voto e votanti nel 2016 e nel 2011
– I voti del 2016 per tutte le coalizioni e i voti del 2011 soltanto per centrodestra e centrosinistra (per quest’ultimo ho inserito anche la differenza di voti raccolti nelle due annate).
– Infine nelle ultime sei colonne ho raggruppato le differenze (valori assoluti e %) tra CDX e CSX sia nel 2015, sia nel 2011, riportando anche i voti persi o guadagnati dal centrosinistra in questa tornata elettorale rispetto a quella di 5 anni fa.

Per maggior facilità di lettura ho evidenziato in grigio e scritto in corsivo i dati riferiti al 2011, in azzurro quelli relativi al CDX e in arancione il CSX. In giallo invece la colonna con la differenza tra gli ultimi due e la riga con i totali complessivi.

In generale si può dire che rispetto al 2011 il CDX ha raccolto 6.540 voti in meno, mentre il CSX ne ha persi ben 11.121 a fronte di 12.638 persone in meno alle urne.
Lo scarto sul CDX a nostro favore 5 anni fa era stato di 2748 voti (+3,3%) su 83.500 votanti, questa volta abbiamo perso invece per 1833 voti (-2,6%) su 71.000 votanti circa.

Per quanto riguarda la partecipazione al voto rispetto al 2011 hanno votato in Zona 7 12.638 persone in meno: il Quadrilatero di San Siro è il quartiere con minor affluenza (50,4%), mentre Quarto Cagnino è quello con la media migliore, 60,2%.

Si denota un calo di elettori per il centrosinistra in tutti i quartieri anche se maggiormente questo si evidenzia a Baggio (-40%), agli Olmi (-38%), Muggiano (-33%), Quinto Romano (-32%), Figino (-31%), quadrilatero di San Siro (-30%) e Quarto Cagnino (-28%). Minore il calo, ma comunque importante tra Forze Armate e Via Rembrandt (-23), San Siro Stadio (-22%) fino alla circonvallazione (-15%).
Nelle parti più centrali della Zona invece questo calo sta su una media del 5%.

Per quanto riguarda la distanza tra CDX e CSX da segnalare come particolarmente positivi per il Centrosinistra sono stati i quartieri più centrali come quelli che gravitano attorno a Corso Vercelli, Via Foppa, Piazza Sicilia, Via Marghera e De Angeli fino ad arrivare alla circonvallazione.
E’ andata male invece nei quartieri più periferici. Segnalo in particolare Baggio, Quarto Cagnino, Muggiano e Figino dove rispetto a 5 anni fa il CSX ha perso sul CDX più di 10 punti % (in alcuni anche 18, come a Baggio Vecchia) risultando sconfitta, mentre nel 2011 nelle stesse zone era risultata vincente.
Nei quartieri Olmi e Quadrilatero di San Siro il centrosinistra perde ancora, ma rispetto al 2011 il gap con il centrodestra è aumentato: -8,2 punti percentuale persi agli Olmi, -6 a San Siro.
Particolare la situazione di Quinto Romano dove il CSX riesce a vincere con uno scarto di solo 57 voti, mentre nel 2011 lo stesso gap era di 382; in % il vantaggio del centrosinistra si è ridotto comunque di quasi 12 punti.
Più limitata (-2%) questa riduzione di consenso per il centrosinistra in favore del centrodestra nel quartiere che gravita nella zona di Piazza Perrucchetti, Piazzale Siena, Via Rembrandt e Gambara.

In tabella è possibile comunque osservare i dati quartiere per quartiere e scuola per scuola.

Di seguito un paio di esempi come “guida” alla lettura della tabella.
Rione “A-Vercelli Foppa”:
Sono 5 le scuole sede di votazione di questo quartiere che comprendono in totale 14 sezioni elettorali (circa 12000 elettori totali).
Qui la percentuale dei votanti è stata del 54,7%, mentre nel 2011 era stata del 62,3%: alle urne si sono recate 585 persone in meno.
In questo quartiere il CSX ha vinto: il CDX è infatti arrivato al 36,8%, mentre il CSX ha superato il 45%.
In valore assoluto il CDX ha perso oltre 650 voti rispetto a 5 anni fa, mentre il CSX meno di un centinaio.
Nel 2011 in questo rione si era vinto con solo 14 voti (0,2%)  in più: quest’anno lo scarto a nostro favore è stato invece di 589 voti (8,6% di vantaggio per noi). Rispetto al 2011 il CSX ha recuperato sul CDX 9,1 punti percentuale.

Rione “G-Quarto Cagnino”
Qui vi è solo una scuola di voto per un totale di 7 sezioni elettorali: 6600 elettori circa.
Quest’anno hanno votato 291 persone in meno rispetto al 2011, ma mentre qui avevamo vinto noi con uno scarto positivo di oltre 400 voti, quest’anno abbiamo perso con un gap di distanza dal centrodestra pari a 120 voti.
In valore assoluto qui il CDX rispetto al 2011 ha guadagnato 62 voti in più,  mentre noi ne abbiamo persi circa 600 (un calo di 28 punti percentuale).
Rispetto a 5 anni fa in termini percentuali siamo passati dal +11,1% per noi al –3%. Quasi 13 punti percentuale in meno.

55-BALLOTTAGGIO DEL 19 GIUGNO 2016
Beppe Sala al secondo turno vince in 8 Municipi su 9: una conferma in più per riflettere sulla regola del 40% e sulla composizione della coalizione a livello municipale.

Infine qualche dato sul ballottaggio in generale.

A livello cittadino Beppe Sala ha vinto con uno scarto del 3,4% (17.429 voti) sull’avversario Stefano Parisi (al primo turno lo scarto di voti era di 4.938 voti). Segnalo che nel 2011 Giuliano Pisapia vinse al ballottaggio con uno scarto di oltre 65mila voti: Pisapia 365.717 e Moratti 297.814.
I votanti allora erano stati 670mila al ballottaggio (al primo turno circa 3.000 in più), mentre questa volta solo 521.487 (-150mila circa rispetto al 2011) e rispetto al primo turno quasi 30mila in meno (al primo turno erano stati infatti 550mila).

Se osserviamo il voto per i Municipi si nota che, dopo la Zona 2, unica di Milano nella quale il CDX continua a vincere anche dopo il primo turno, il Municipio 7 è quello dove lo scarto tra Sala e Parisi è inferiore rispetto a tutte le altre Municipalità.
Qui siamo infatti intorno ad uno 0,5% di differenza (315 voti di vantaggio a nostro favore), mentre negli altri Municipi il vantaggio sta tra il 2% dell’ottavo e del nono e i 10 punti percentuale del terzo (passando per i 3 del quarto, i 4 del quinto e i 5 del primo e del sesto).
In conclusione va quindi detto che, molto probabilmente, nei Municipi, con la regola per il ballottaggio uguale a quella per il Comune e/o con una coalizione più ampia il centrosinistra avrebbe vinto in 8 Municipalità su 9. E come dicevo al punto 1 è una riflessione da tenere ben a mente per affrontare meglio le prossime competizioni.

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